
E' un movimento politico apartitico extraparlamentare(dunque non giuridicamente riconosciuto) senza scopo di lucro. Nata ufficialmente nel settembre 1998 a Tivoli, ma ufficiosamente operante nel territorio già dal 1996.
La Comunità Militante Tiburtina è un movimento politico
che getta le proprie fondamenta su una concezione spirituale della vita contro la materia, dalla parte del sangue contro l’oro, del lavoro contro il capitale, dell’essere contro l’avere (“L’uomo conta per quel che è, non per quel che ha” ).
La Comunità Militante Tiburtina si propone
prima di qualsiasi cosa, di edificare una comunità organica (“Il sentimento della Comunità e il sentimento gregario sono due cose completamente diverse – il primo sacrifica l’io, il secondo si fa strada strisciando, per mancanza di un “io”” Oswald Spengler); dove per comunità si intende un gruppo di persone accomunati da un’Identità ben delineata che siano idonei, nell’ottica della difesa e della vivificazione di tale Identità, ad anteporre il destino della comunità al proprio. L’Identità, l’Idea o senso comune di appartenenza, è un legame profondo che unisce i membri della comunità all’eterno e gli dona un destino oltre il tempo.
La Comunità Militante Tiburtina riconosce
alla parola “politica” un significato diverso dalla concezione affaristica, materialista e parlamentarista di oggi. Per “politica” si intende l’applicazione delle proprie idee alla vita quotidiana, grazie alla serietà, l’esempio ed alla coerenza.
La Comunità Militante Tiburtina si definisce
“militante” perché vuole promuovere e svolgere con dedizione, sacrificio e impegno disinteressato attività politiche, metapolitiche, culturali e sociali sia all’interno della stessa, sia all’esterno.
La Comunità Militante Tiburtina
è un movimento dove vige la gerarchia e non il gerarchismo. Tale gerarchia si esprime in maniera naturale, rifiutando qualsiasi forma di protagonismo e personalismi da “prima donna”. I rapporti gerarchici non sono, per forza di cose, dettati da persone anagraficamente più anziane. Ogni singolo militante ha innanzitutto il dovere di imporre all’interno della comunità la propria dignitas, così come questa non deve essere annullata dalla comunità stessa.
La Comunità Militante Tiburtina favorisce
le diverse attitudini nel pensare come nell’agire di ogni singolo militante. Ogni sforzo del “singolo” nella comunità deve avvenire nella più completa affinità elettiva, diretto alla stesso obiettivo e subordinato all’Idea stessa.
La Comunità Militante Tiburtina
cosciente del fatto che le “parole” non servono a nulla, se non seguite da fatti tangibili, riconosce come unico “pensiero” le idee che diventano azione (anche se fine a se stesse).
La Comunità Militante Tiburtina affida
compiti, incarichi e responsabilità al suo interno, basandosi esclusivamente su canoni meritocratici, sempre diretti all’organicità della comunità.
La Comunità Militante Tiburtina contestualizza ed applica le seguenti regole
Fare quadrato
nel momento in cui la comunità o uno dei suoi militanti viene “attaccato” dall’esterno.
Mutuo soccorso
in ogni forma nei confronti di ogni militante in qualsiasi difficoltà (economiche, sociali, etc.).
Assistenza reciproca
per il miglioramento dell’esistenza della comunità.
La Comunità Militante Tiburtina
si mantiene, dal punto di vista economico, solo grazie ad auto-tassazioni mensili, singole elargizioni personali e da attività rivolte sempre all’auto-finanziamento.
La Comunità Militante Tiburtina
si riunisce settimanalmente per discutere, informare, proporre, stabilire, etc. qualsiasi tipo di iniziativa.
Per quanto riguarda i rapporti con l’”esterno”, la Comunità Militante Tiburtina, consapevole che la riunificazione della cosiddetta “area” potrà avvenire dal “basso” (dalla “base militante” e non dai capi) grazie a progetti, proposte, attività concrete e non con parole o documenti fatiscenti, stabilisce di collaborare e partecipare attivamente a qualsiasi tipo di manifestazione, ove sia però salvaguardata l’Idea.